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Un drubble è un racconto di fantascienza composto da 100 parole. È un mini racconto, uno spioncino da cui osservare la scena di un mondo ben più vasto. Ecco il mio primo drubble uscito sulla rivista Altrimondi.org . Buona lettura.

Su "Le Ombre di Morjegrad" (Premio Urania 2018)

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Le ombre di Morjegrad è un mosaico sepolto sotto metri di terra che il lettore scopre pagina dopo pagina, rimbalzando tra un personaggio e l'altro, tra una voce e l'altra, rimanendone sempre più intrappolato. Le vicende del romanzo sono per lo più ambientate nei bassifondi sociali (e non solo) della città, dove si annidano ingiustizie o violenze e affondano i pilastri del potere. Non è un caso infatti che la Morjegrad oscura e sotterranea si riveli agli occhi del lettore uno specchio capovolto, un'enigmatica gemella di quella parte della città che si erge fino all'acropoli. E' dunque un romanzo di paralleli: di storie, di registri e personaggi che seppur ostili e contradditori si rivelano l'uno indispensabile all'altro, uno specchio, appunto, dell'opposto. Uno dei parallelismi singolari del romanzo è il doppio registro narrativo con cui ogni vicenda viene raccontata, passando dall'io narrante alla terza persona. A voler cercare una geometria...

Alcune osservazioni sul film 1917

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Devo ammettere che negli ultimi tempi il cinema l’ho frequentato poco ma, chi mi conosce, sa che 1917 non potevo perderlo. 1917 è un bel film di guerra, con un ritmo intenso e un senso di tragicità che enfatizza ogni sequenza. Ma al di là di ogni cosa il film merita attenzione per due aspetti precisi. Il primo è la scenografia. Gli scenari di morte nei campi, teatri di precedenti battaglie, ispirano quel senso di disfatta umana che tutti i testimoni della Grande Guerra hanno citato nei loro racconti. Le carcasse dei cavalli, ad esempio, sono una delle icone di quel conflitto, reso tale dalle evocative e fulminanti descrizioni di Remarque in "Niente di Nuovo sul fronte Occidentale" o dalla crescente gravità degli scenari di "Fino all'ultimo uomo" di Manning. Agli occhi di un soldato, moralmente contaminato e caduto in punto di non ritorno per ogni purificazione, l'uccisione dei cavalli (nonché di mucche, cani e altri animali) diventa la rappresentazi...

Qualche parola su "La Pelle" di Curzio Malaparte

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“La Pelle” di Curzio Malaparte è uno dei romanzi più pieni, eleganti e pregni di umanità che abbia mai letto. E’ uno di quelli che ti entra nelle pelle, scusatemi il gioco di parole, ti incanta e in qualche modo ti plagia come le parole di un Tiresia moderno. Parlarne non è cosa facile come non è facile dire perché ti sia piaciuto così tanto: ogni capitolo, paragrafo e frase conserva un mondo, una storia, un punto di vista non solo sulla guerra, o su Napoli, bensì sull’intera umanità e sulla sua eroica tragicità. “La Pelle” racconta di un “viaggio” nella Napoli, nel periodo compreso tra le Quattro Giornate e la battaglia a Monte Cassino, divenuta ormai un inferno di anime dannate in cui gloria e miseria, coraggio e pietà, vita e morte si incontrano e si fondono in ogni angolo. E’ un viaggio condotto dallo stesso autore, nonché protagonista, tramite una sublime prosa, potente ed evocatrice, capace rappresentare in un solo colpo le cose e la loro anima. La sua prosa è un prodigi...

SATYRANDROIDE, Tra la Penna e il Calamaio. 25: La Fine del "Dietro le Quinte"

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Siamo giunti alla fine di questo “Dietro le Quinte” di Satyrandroide , un percorso di venticinque tappe (come il numero di capitoli), che ha proposto venticinque elementi che potrebbero averne ispirato e influenzato la scrittura. Si, usiamo il condizione perché questo, infondo, è stato solo un gioco fatto di citazioni, riflessioni e percorsi. Nessuno saprà mai cosa abbia davvero determinato la creazione di un’opera: le variabili sono tante e imprevedibili e per loro natura sfuggono anche al critico più attento o all’autore più consapevole.  Tuttavia su una cosa si può essere sicuri: tutto quello che facciamo è frutto di un processo combinatorio. Come diceva Pietro Citati nel bellissimo saggio sui miti omerici “La Mente Colorata” : la creazione spetta agli dei e ha facoltà di generare tutto dal nulla; la creatività né è solo un suo pallido riflesso e si basa su un processo combinatorio di elementi di cui l’uomo è già in possesso.  Tante sono le cose che avrei potuto...

SATYRANDROIDE, Tra la Penna e il Calamaio. 24: I Girasoli

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C’è un film di Vittorio De Sica che rispetto a tanti altri è passato immeritatamente in sordina. “I Girasoli” è, a mio avviso, uno dei suoi più grandi capolavori. Credo che questo film sia tra i pochi che siano più riusciti a raccontare la guerra non solo per quello che è ma soprattutto per come essa determini la vita e la sensibilità delle persone. Tra le tante scene memorabili ne voglio ricordare una.  Siamo alla fine della disastrosa campagna russa italiana, le armate italiane si stanno ritirando e il freddo, il vero nemico, divora lentamente forze fisiche e mentali. L’avanzata disordinata e lenta, dominata da una tacita disperazione, ricorda le marce stanche di “Sergente sulla Neve” di Stern e non escluderei che De Sica ne abbia tratto ispirazione. Mastroianni (in una delle sue interpretazioni più sublimi) e il suo amico scorgono ad un tratto una baita e con le poche forze rimanenti vi si precipitano. Il loro è un passo nervoso e spericolato per via della neve che in...

SATYRANDROIDE, Tra la Penna e il Calamio. 23: America.

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“America” di Kafka è tra i romanzi che forse mi hanno più rapito.  Ogni volta che mi tuffavo tra le sue pagine ero “vittima” di un rapimento totale, una condizione di semi estasi in cui talvolta mi sembrava di seguire le vicende di Karl Rossman come se gli fossi accanto, o mi ritrovassi da solo con lui in una stanza. O subissi in prima persone le sue stesse angherie.  Fu una esperienza di lettura forte, totalizzante, in cui il piacere di essere immerso a pieno in un libro contrastava con la sensazione del protagonista (e quindi del lettore) di pericolo incombente e di spaesamento in un mondo troppo grande.  Ecco, credo che una delle cose che mi siano rimaste impresse di “America” è proprio questo: l’essere mandati allo sbaraglio (come già fa intendere il bellissimo e folgorante incipit) e il barcamenarsi in quel mondo nuovo, stracolmo tuttavia di violenza, di minacce che fioccano in ogni dove, di ostilità dilaganti. Karl Rossman è a suo modo un personagg...