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La trattativa: perfetta ricostruzione dei fatti tra fiction e documentario

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Ieri ho visto questo film e, in tutta sincerità, lo consiglio vivamente. Una ricostruzione minuzziosa dei collegamenti tra tutto ciò che è successo dalle strage di Capaci e via D'Amelio alla riapertura delle indagini. Chi in questi anni è stato un po' attento, o si è preso la briga di informarsi, conoscerà sicuramente gran parte dei fatti illustrati in questo film. Quello che però sorprende è la capacità (della Guzzanti e dei suoi collaboratori) di creare un filo diretto tra   tutti i personaggi e i fatti. Di ricostruire, come in un puzzle, tutto quanto: confessioni dei pentiti, lavoro dei magistrati, accordi sottobanco tra rappresentanti delle istituzioni (a partire dal generare dei Ross) con gli esponenti di Cosa Nostra, arresti e via dicendo. Il tutto inserito in una rete di contatti, connessioni, rapporti, insomma in un filo sequenziale che rende tutto ciò un'unica maledetta storia.  A questo proposito ottima la scelta di fondere documentario con la fiction: trattando...

Falcone e Borsellino: Mi piace pensare che "l'essere italiani" sia iniziato con voi

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Cari Falcone e Borsellino, io so che prima o poi il vostro lavoro sortirà gli effetti.  Quelli veri intendo.  Io so che non vi fate certo incantare da tutta questa gente che fa a gara a ricordarvi. Sapete benissimo che tra loro c'è chi vi ha ucciso e chi, ancora peggio, ha appoggiato, votato, difeso, sostenuto chi vi ha ucciso. Alcuni di questi hanno addirittura fondato un partito che di fatto è sta to a capo di questo Paese per vent'anni. E' stato un partito votato, suffragato, appoggiato e persino chi credeva di aver accolto la vostra eredità è finito per scendere a compromessi, o ad affari, con questo partito. Come so benissimo che non vi fate certo incantare dagli attivisti dell'ultima ora, perché sapete benissimo che molti di loro hanno, nel miglior dei casi, dormito per vent'anni, o, nel peggiore dei casi, appoggiato, votato, suffragato chi vi ha ucciso. Perché il non essere dei buoni cittadini è tra i principali presupposti dell'essere mafiosi.  Siete...

Un'osservazione su "Principi Attivi"

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Si è conclusa la terza edizione di Principi Attivi, l’iniziativa della regione Puglia che finanzia start up con Venticinque mila euro a fondo perduto. Tra vincitori ed esclusi basta scorrere le graduatorie, con i loro punteggi, per farsi un’idea non solo di cos’è Principi Attivi ma anche della reale condizione dei giovani in Italia. Basta infatti notare i pochi punti di scarto tra la classifica alta e quella media per scoprire quanti progetti validi siano stati esclusi a causa dell’elevato numero di partecipazioni (parlo chiaramente in generale, non facendo alcun riferimento alla mia esperienza). A guardarle, tutte quelle esclusioni sono in qualche modo il sunto delle povere e sterili politiche (non) attuate sul lavoro negli ultimi decenni. Ma tralasciando le critiche alla politica in questo post farò delle brevi considerazioni su quello che mi è parso sia Principi Attivi (anche se dubito che tali considerazioni possano esser utili, dato che questa terza edizione, a quanto ...

Sobrietà = credibilità

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La sobrietà.  Nella vita di un individuo la sobrietà può essere un punto di partenza, un punto di arrivo, o un’isola da cui tenersi a dedita distanza. Insomma, può essere mille cose poiché la vita è più o meno un continuo movimento, una ricerca senza fine, che rende un concetto poco dinamico come quello della sobrietà non sempre condivisibile.  Le cose però cambiano quando passiamo dalla vita dei singoli individui alla vita delle istituzioni.  Le istituzioni per loro natura devono essere un punto fermo per i cittadini. Devono essere quei pilastri attorno ai quali si deve sviluppare la vita civile di una comunità e quei limiti invalicabili che impediscano ad alcuni individui di nuocere la libertà e la salute degli altri. Ma niente e nessuno può rappresentare un pilastro o imporre tali limiti se dalla sua parte non ha autorevolezza e credibilità. E niente e nessuno può avere autorevolezza e credibilità senza la sobrietà. Pensateci: com’è possibile trasmettere auto...

Buon anno amico mio incazzato

Auguro buon anno a tutti, si a tutti, ma in particolare a te, amico mio incazzato.  La rabbia è di questi tempi un sentimento più che giustificato. Le ingiustizie sono tante, le opportunità poche, le parole di chi dovrebbe tacere troppe. E’ naturale essere incazzati.  Considero la nostra incazzatura il primo vero passo avanti rispetto agli ultimi decenni. E’ una conquista della nostra generazione, quella stessa generazione che uno dei tanti bocconiani da strapazzo considera perduta. Grazie a questa incazzatura le persone leggono i contratti, si informano su ciò che accade intorno, rispolverano la propria dignità, si uniscono. Il punto è che proveniamo da decenni di ipocrisie, di discorsi retorici e di sonnolenze, tutti vizi perpetuati da una generazione che ha fatto di una banale canzone pop come “Finchè la barca va lasciala andare” una filosofia di vita. Una filosofia che oggi più che mai rivela la propria vacuità. Per questo motivo l’incazzatura è la nostra prima grand...

Il Documento de I Ciclabili

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I Ciclabili è un movimento sostenuto da un gruppo informale di Corato impegnato da circa un anno nella sensibilizzazione all’uso della bici e al rispetto di chi va in bici. Fino a qualche giorno fa la sua attività è stata principalmente una doppia uscita settimanale in bici aperta a tutti. Il venerdì sera e la domenica mattina. Biciclettate che a volte hanno preso la forma di una vera e propria critical mass, con tanto di disagi del traffico e critica agli automobilisti indisciplinati, e altre volte sono state delle godibili passeggiate di gruppo in città o in campagna. Il 27 aprile 2012 i Ciclabili hanno pubblicato un proprio documento, al momento sottoscritto già da oltre cento persone, in cui da una parte criticano le piste ciclabili del paese, limitate ad una pallida segnaletica orizzontale, dall’altra offrono una serie di suggerimenti e proposte da rivolgere all’amministrazione comunale. Il documento ha avuto sin dall’inizio, a Corato, un vasto eco grazie sia al passaparo...

Salva i ciclisti

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Salvaiciclisti è la versione italiana di un movimento più grande, un’onda che partendo dall’Inghilterra si è allargata in tutta Europa, uno tsunami rivoluzionario che lascerà i primi segni sabato 28 aprile, quando ci sarà la più grande manifestazione a livello europeo a favore della bicicletta. Salvaiciclisti: in sintesi. Tutto è iniziato dalla campagna “Cities fit for the cyclists” lanciata dal Times. Si tratta di un manifesto con cui si elencano otto punti per rendere più ciclabili le città. Otto proposte da fare ai governanti contro una viabilità urbana non più sostenibile sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista della sicurezza. Il manifesto conosce da subito un eco vastissimo e inizia a circolare sui social network e sui blog di tutta Europa. In Italia il movimento viene rilanciato col nome Salvaiciclisti ed è dapprima supportato da testate nazionali come Repubblica, Gazzetta dello Sport, Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano. In pochi giorni gli ...

L'uso della parola Crisi non ha mai avuto crisi

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Sono passate poche settimane dal crollo della palazzina di Barletta e su questa tragedia i media hanno spento già i riflettori. Certo, se da una parte è la netta conseguenza di un giornalismo votato alla drammatizzazione, dall’altra non si può pretendere che il mondo ci pianga su per mesi e mesi. Ci sono però alcune notizie che al di là del fatto in sé rappresentano una condizione molto diffusa se non addirittura generalizzata. Il crollo del palazzo di Barletta è una di queste. Possiamo indignarci (giusto per usare un termine in voga) per le perizie sbagliate, per la negligenza degli addetti ai lavori e per coloro che hanno evaso le responsabilità, ma tutto ciò farà il suo corso agli occhi della giustizia. O almeno ce lo auguriamo. Vi è però un aspetto di questo dramma che colpisce direttamente la nostra società e una delle sue colonne portanti: il lavoro. La palazzina di Barletta, accartocciandosi su sé stessa, ha portato alla luce l’orrore di una camiceria i cui dipendent...

“L’Italia chiamò”: la denuncia dei soldati sull’uranio impoverito.

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L’Italia chiamò L'uranio impoverito: i soldati denunciano di Leonardo Brogioni, Angelo Miotto, Matteo Scanni Edizioni Ambiente Libro + dvd € 16,90 18 agosto 1996. Bosnia-Erzegovina. A pochi chilometri da Sarajevo. Un contingente italiano fa brillare un arsenale illegale. Un’esplosione, il fungo di fumo che si leva verso l’alto e la conseguente pioggia di detriti che ricopre i soldati, riparati a qualche decina di metri più in là. Nessuno di quei soldati sa che gli è appena piombata addosso una pioggia di uranio impoverito.   E’ la descrizione di un video con cui inizia uno dei primi capitoli del libro. “ L’Italia chiamò ”, di Leonardo Brogioni, Angelo Miotto, Matteo Scanni, è una raccolta di testimonianze di persone che hanno provato a capire e che sono stati messi a tacere, di soldati che si sono ammalati e di genitori che tutt’oggi inseguono verità e giustizia. Ma è anche un’inchiesta in cui una vicenda tira l’altra poiché laddove i governi cens...