La creazione è degli dei. Con la creatività sono il loro umile sacerdote. Autore del romanzo Satyrandroide e di vari racconti. Qui parlo anche libri viaggi film heavy metal ecc
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Un drubble è un racconto di fantascienza composto da 100 parole. È un mini racconto, uno spioncino da cui osservare la scena di un mondo ben più vasto.
In uscita il 30 maggio 2025: Magma Vendetta e Castigo Dalle Viscere del Campi Flegrei E' alquanto strano che uno scrittore non trovi facilmente una risposta ad una domanda che gli viene posta spesso: " Cosa scrivi? " Ma una risposta bisogna pur darla, del resto è compito di uno scrittore creare quell'incanto, quel sortilegio, capace di catturare il lettore e tenerlo in ostaggio fino all'ultima pagina. Dunque, invento storie e immagini che prendono forma in quella linea d'ombra tra il reale e l'immaginario, tra la verità e la menzogna, tra il razionale e l'irrazionale. Perché è proprio in quel confine oscuro è possibile rappresentare i contrasti e i traumi di luoghi e società celati sotto mentite spoglie. Tutto ciò che è intorno a noi, o addirittura dentro di noi, tende facilmente a sfuggire ai cinque sensi. Tuttavia c'è un sesto senso con cui è possibile rivelarlo e questo è l'immaginazione. Sin dai primi racconti tessuti dall'uomo, solo...
Nell’estrema periferia di Corato, il paese in cui vivo, c’era una villa abbandonata. La chiamavano Villa Capano, dal nome della famiglia nobiliare a cui era appartenuta, e si trovava all’interno di fitta boscaglia misteriosamente sopravvissuta, almeno fino alla metà degli anni Novanta, alla cementificazione della zona. Alberi secolari svettavano imponenti verso l’alto come pilastri volti a sostenere la pineta che adombrava l’intera area, mentre ai piedi degli stessi si allargavano cespugli alti fino a due metri fitti di erbacce, piante singolari e, nei periodi di primavera, di fiori colorati. Per arrivare alla villa c’erano tre accessi. Il primo era costituito da due colonne ottocentesche in pietra le quali sancivano l’inizio di un viale che tagliava proprio per l’interno della boscaglia. Bastava passarci davanti per avere già un colpo d’occhio su un mondo totalmente diverso rispetto alle palazzine squadrate che si erigevano a qualche decina di metri da lì. Infatti le colon...
Fu un giorno a metà degli anni Novanta. Quando vidi la copertina di “Ritorno al Domani” di Hubbard pensai due cose: voglio leggere questo libro e voglio scrivere una storia con l’astronave disegnata sulla copertina. Facevo il primo anno di scuola superiore, mi piaceva leggere e scrivevo forse da un paio d’anni, quasi in incognito. Oggi, con il lessico degli adolescenti si direbbe che ero un nerd, ma in quel periodo non si badava tanto a dare un nome ai comportamenti, le espressioni anglofone entravano nel lessico italiano con molta difficoltà e sulle proprie passioni c’era sempre una maggior riservatezza. Ad ogni modo, divorai quel romanzo in pochi giorni e divenne così una pietra miliare nel mio cammino da lettore e amante della fantascienza. Il romanzo si basa su un principio (fanta)scientifico: “A misura che la massa si avvicina a un valore infinito, il tempo di avvicina a zero”. In altre parole un anno trascorso su un astronave corrisponde a diversi decenni sulla Te...
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