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Millecinquecento pagine bianche

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Le stragi di Oslo e Utoya hanno zittito tutti. Gli stessi giornalisti non hanno potuto fare altro che raccontare quanto è successo, senza abbandonarsi in vane considerazioni. Del resto potremmo spendere tutte le parole che vogliamo ma alla fine sarà sempre il silenzio, quello che intercorrerà tra una parola e l’altra, a far ruotare a vuoto la giostrina dei perché. Perché? Breivik è un ragazzo che ha scritto per diversi anni un testo di millecinquecento pagine argomentando con una certa lucidità una volontà di distruzione e assurde rievocazioni medievali. E’ un ragazzo che ha saputo mettere su una minioperazione di marketing culturale costruita, come di tradizione, su immagini inquietanti e minacce inventate e sulla creazione di un salvatore. E’ un ragazzo che ha progettato un attentato sin dalla base, cioè dalla costruzione degli ordigni, riuscendo poi efficace. Alla luce di tutto quanto Breivik non può essere un pazzo e un’eventuale insanità mentale sarebbe una prognosi che, in fi...

Il burbero squartatore di palloni

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Il burbero squartatore di palloni è una figura presente in ogni cortile. E’ uno degli abitanti del vicinato che non perde mai occasione per cacciare i bambini che giocano in strada. Ce n’è almeno uno in ogni quartiere e in genere si personifica in un uomo adulto, generalmente in pensione, che manifesta la sua ostilità in vari modi: invadendo il “campo” da gioco con fare minaccioso, sbraitando dal balcone con postura mussoliniana e sequestrando appunto il pallone (in genere un supersantos).   Le motivazioni del suo comportamento possono essere di varia natura. C’è chi non sopporta il loro chiasso, c’è chi teme la minaccia di un supersantos contro la macchina o la saracinesca, c’è chi mosso da esterofilia non sopporta quegli immigrati che dal palazzo adiacente vengono a giocare nel suo cortile. Per non parlare delle faide condominiali che vengono scontate proprio sui figli del vicino. Ma al di là delle motivazioni che stanno alla base del suo comportamento, infervorarsi contr...

Gli anticorpi della buona editoria

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Il panorama editoriale italiano più di spicco è stato forgiato dalla Resistenza. Precisiamo. Non che la Mondadori o la Laterza, per esempio, a suo tempo abbiamo promosso attività sovversive antifasciste, ma semplicemente vi sono stati movimenti intestini che soffrivano un’imposizione culturale che impediva alla casa di svolgere semplicemente il proprio lavoro: promuovere e diffondere idee a trecentosessanta gradi. Del resto si sa, il pensiero non è tale se non è libero. Per dirla in altri termini è come imporre ad un cuoco determinate ricette, o dire ad un birraio di produrre la stessa birra nazionale. In questo modo non solo un prodotto non è più competitivo sul mercato ma si sbarra anche quella curiosità e quello slancio sperimentale che accomuna, in varia misura, ogni attività umana. Il punto è che una casa editrice acquisisce un certo valore, nel mercato delle idee come nel commercio librario, a seconda del contributo umano che è in grado di offrire alle persone. Per questo mot...

Città invisibili e pianoforti

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Cos’è una città. Il luogo in cui si risiede? Il principale teatro quotidiano su cui si transita? Un posto in cui cercare opportunità? Le risposte possono essere innumerevoli poiché la città è come un libro: anche se è uno solo, acquisisce un volto nuovo ogni volta che viene letto. Ed è proprio così. Ognuno di noi si porta dentro una sua città invisibile , fatta di tutto quel magma interiore che riveste architettura e i paesaggi. Fermiamoci un minuto e pensiamo a tutte quelle vite che ogni giorno ci passano accanto nella nostra totale indifferenza. Il punto è che ogni persona è un mondo fatto di storie, emozioni, sentimenti, percorsi, punti di vista e la città, qualsiasi essa sia, è una galassia fatta a sua volta di tutti questi mondi in continuo movimento. Persino in quelle giornate noiose in cui sembra che nulla accada, all’interno di ogni città le vite si connettono, si influenzano, si sfiorano. Compresa la nostra. Fermiamoci un altro minuto e pensiamo agli stimoli, alle em...

Lazzaro, il Re della Cantina

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Data di approdo: 15 maggio 2011. La vita degli esseri umani è imprevedibile, suscettibile di cambiamenti, ricca di situazioni in continuo divenire. Per questo gli umani si guardano alle spalle dividendo il passato in fasi. Sono pienamente coscienti che si tratta di un modo arbitrario di vedere le cose, ma a loro piace perché questo gli permette di capire ciò che erano e, probabilmente, cosa diventeranno. Il porto che abbiamo visitato è in qualche modo una terra di mezzo. Cari abitanti della Terra e dello Spazio ecco a voi Lazzaro. Lazzaro ci accoglie in quello che lui chiama il suo studio. E’ una definizione scelta tra le tante possibili. Potremmo definirlo una cantina, in omaggio al personale autografo di Capossela. Potremmo definirlo un contenitore, date le numerose tracce del suo passato. Potremmo definirlo in tanti altri modi, gli elenchi sono interminabili. Ma qualsiasi definizione potremmo inventarci parleremmo comunque della stessa cosa. E’ una stanza che si trova all’inter...

Lunga vita ai comitati! 4 Si da protrarre nel tempo.

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Il successo ottenuto nell’ultimo referendum testimonia il superamento del monopolio mediatico della tivù. Infatti sul piccolo schermo è stata una campagna referendaria in gran parte taciuta e addirittura boicottata. Le iniziative per il Si hanno viaggiato prevalentemente su internet. Ma non solo. Un’altra grande (ri)conquista del referendum 2011 è stata la strada, sulla quale la politica mancava da decenni. Esibizioni spettacolari, flash mob, campagne informative svolte persona per persona hanno ridato alla politica il suo vero volto. Dunque i comitati per il Si hanno funzionato. E hanno funzionato bene. A questo punto sorge una domanda spontanea (si, proprio come diceva un tempo Lubrano): perché non mantenerli in piedi e renderli laboratori politici laici e indipendenti? Il punto è che in Italia abbiamo bisogno di palestre dove le persone possano informarsi, scambiare idee, abbracciare cause civili e battersi per rendere la propria realtà un posto migliore. In altre parole di un luo...

“L’Italia chiamò”: la denuncia dei soldati sull’uranio impoverito.

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L’Italia chiamò L'uranio impoverito: i soldati denunciano di Leonardo Brogioni, Angelo Miotto, Matteo Scanni Edizioni Ambiente Libro + dvd € 16,90 18 agosto 1996. Bosnia-Erzegovina. A pochi chilometri da Sarajevo. Un contingente italiano fa brillare un arsenale illegale. Un’esplosione, il fungo di fumo che si leva verso l’alto e la conseguente pioggia di detriti che ricopre i soldati, riparati a qualche decina di metri più in là. Nessuno di quei soldati sa che gli è appena piombata addosso una pioggia di uranio impoverito.   E’ la descrizione di un video con cui inizia uno dei primi capitoli del libro. “ L’Italia chiamò ”, di Leonardo Brogioni, Angelo Miotto, Matteo Scanni, è una raccolta di testimonianze di persone che hanno provato a capire e che sono stati messi a tacere, di soldati che si sono ammalati e di genitori che tutt’oggi inseguono verità e giustizia. Ma è anche un’inchiesta in cui una vicenda tira l’altra poiché laddove i governi cens...