Sotto il segno di Arafa, il generale di Bengasi

La Libia è per noi non solo l’ennesimo dilemma ma anche un nuovo banco di sfida su cui costruire il futuro dei nostri figli. E’ un capitolo così delicato che è difficile costruirsi un’idea persino sull’intervento militare. Da una parte forse si doveva agire per impedire agli arerei di Gheddafi di annientare la ribellione e provocare centinaia di vittime. Dall’altra non si sa mai a cosa una guerra possa portare. Perché, demagogia a parte, questa non è altro che una guerra . Cenni (poco) storici. Abbiamo perso in Iraq. Non è stata una sconfitta pubblicizzata ma fa pensare una delle prime mosse di Obama: ritirare le truppe dall’Iraq per riversarle in Afghanistan. Come si diceva in un post precedente ( Cuore di tenebra ) l’Afghanistan è diventato un diversivo per distrarre l’opinione pubblica dal fallimento iracheno e dalla tragedia di cui siamo stati artefici. Questa non è una critica ad Obama dato che ereditare il mondo dalle mani dei Bush sarebbe stato problematico per chiunque,...