SATYRANDROIDE, Tra la Penna e il Calamaio. 22: Frankenstein di Mary Shelley

Non mi piace parlare di “generi”. Quando mi capita di parlare di un libro cerco sempre di esprimere qualcosa relativo alla mia esperienza di lettura, fuggendo qualsiasi classificazione. Quando ho iniziato a scrivere Satyrandroide non avevo idea di cosa ne sarebbe venuto fuori. Si, avevo delle idee in cui reale e “irreale” si mischiavano ma di certo non avevo intenzione di entrare nella cerchia di autori di Fantascienza, o di essere inserito in un ipotetico elenco in quanto tale. Se la mia cultura personale è intrisa di libri e film di “fantascienza”, nel momento in cui scrivo resetto ogni influenza in maniera tale da trattare ogni invenzione letteraria e poetica come un elemento intrinseco alla natura dei personaggi, dei mondi e delle vicende che sto raccontando e non relativo ad una precisa sfera culturale. Per tanto, anziché di genere preferisco parlare di percorsi letterari. Prendendo il caso della cosiddetta “Fantascienza”, credo che tutte le storie riconducibili a q...