SATYRANDROIDE - Tra la Penna e il Calamaio. 19: Matera

Lungo questo backstage letterario ho dedicato diversi post alla Basilicata, anche se non è l’unica regione in cui si svolgono le vicende del romanzo. E proprio con la Basilicata voglio chiudere l’ultimo intervento riguardante un luogo (e uno degli ultimi in generale, visto che ne saranno venticinque, esattamente come i capitoli del libro): Matera. 


Di Matera se ne parla tanto in questi giorni ed io per primo ne avrò parlato spesso, qui o in altri contesti. Per questo motivo, a differenza di tutti gli altri post, vorrei solo proporre un breve estratto del romanzo, uno di quelli che ho letto durante le presentazioni. 


Quello che vediamo nel mondo che ci è attorno è in qualche modo frutto anche di quello che siamo. Forse, chissà, fu proprio questa riflessione a ispirarmi e a indurmi a sceglierla tra i tanti luoghi del romanzo: non solo una città ma un'espressione di un'evoluzione naturale contrapposta a qualcosa di artificiale che cerca la propria "natura". A circa metà libro il protagonista, dopo un lungo e tormentato viaggio, vede per la prima volta questa città sviluppata lungo la parete di una gravina. Ecco quanto che si rivela al suo sguardo.

“[…] quando Ulisse vide quella città aggrappata alla roccia, afferrarla fino a scavalcarne la vetta, restando poi in un equilibrio millenario quanto precario, ne rimase spiazzato, assalito quasi da un senso di vertigine. Ma quel senso di vertigine era contrastato da una sorta di armonia naturale che tutte quelle costruzioni, seppur così vicine e arrampicate l’una sull’altra, offrivano a uno sguardo d’insieme. Seppur artifici umani, tutte quelle casupole sembravano come una naturale evoluzione della roccia che le ospitava. Come era possibile tutto ciò?”.


"Satyrandroide" è disponibile on line (amazon, Feltrinelli, Mondandori Store, Ibs, etc) e in libreria (se non presente a scaffale è possibile prenotarlo).

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